SUPERARE LE LISTE D’ATTESA LUNGHISSIME SERVENDOSI DELLA LEGGE.

Come molti sanno, per eseguire una visita medica oppure un esame (risonanza, tac..) negli ospedali ci sono spesso liste di attesa lunghissime. Molti pazienti?Cattiva organizzazione? Quando si parla di salute, poco ci importa  delle cause. Nessun malato, dovrebbe aspettare mesi (se non anni) per poter  aver la possibilità di curarsi. La prima soluzione che tutti propongono è di passare una visita privata..ma non tutti possono permettersi di sborsare almeno 100 euro.. e allora che fare? Rischiare che la patologia si aggravi e rassegnarsi al fatto che il diritto alla salute non sia altro che una baggianata della sanità pubblica? Sappiate che il Piano nazionale di governo delle liste di attesa (Pngla) prevede che il malato possa esigere la prestazione in tempi certi. La legge italiana prevede che il malato abbia diritto ad alcune prestazioni mediche (gli elenchi con le 58 prestazioni sono disponibili sui siti delle Regioni e delle Asl, presso le URP e nelle Carte dei servizi delle aziende sanitarie) entro 30 giorni per le visite specialistiche, e 60 giorni per gli esami diagnostici così come prevede una soluzione in caso in cui  asl e ospedali non possano rispettare queste scadenze. Una soluzione per potersi curare senza sborsare un’esarca esiste.  Il paziente può, in effetti, pretendere che la prestazione medica richiesta sia effettuata in una struttura ospedaliera privata convenzionata o in regime libero-professionale(intramoenia), pagando il ticket che avrebbe pagato in ospedale.

COME FARE:   Presentare un’istanza (si trova il modulo su http://www.cittadinanzattiva.it)  al Direttore generale dell’Azienda sanitaria o dell’Azienda ospedaliera e all’assessorato regionale della sanità con raccomandata con ricevuta di ritorno. Si dovranno allegare: – Richiesta di prestazione (fatta dal medico e in cui deve essere specificata l’urgenza es. Codice U (72h)/ Codice B (10 giorni)/Codice D /Codice P. – Copia Comunicazione Cup.

Talvolta le Asl ci dicono che le prenotazioni sono sospese perché la lista è «bloccata».. a quel punto non bisogna far altro che servirsi della legge…
La legge n. 266/05 stabilisce che è vietato sospendere le attività di prenotazione delle prestazioni e che ai responsabili della violazione del divieto (i direttori di Asl e aziende ospedaliere) è applicata una sanzione amministrativa da mille a seimila euro. Si può invitare dunque il direttore dell’Asl a ripristinare l’attività di prenotazione.

Per informazioni più dettagliate potete chiamare la vostra asl non dimendicando di far notare a chiunque vi risponda che conoscete i vostri diritti!!!! Facciamoci valere!!!

Roberta Chiti

 

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PROMEMORIA PER I NOSTRI SOGNI

L’epilessia, è ancora oggi considerata un tabù, la cosiddetta malattia del diavolo. “Epilessia” è una parola che deriva dal greco e che significa “essere colti di sorpresa”. Molti pensano ancora che l’epilessia sia  sinonimo di “deficit mentale” oppure pensano che non saremo mai in grado di lavorare, realizzare i nostri sogni, ma il vero problema è che , a volte, nei momenti più bui, lo pensiamo anche noi. Questo è proprio il motivo per cui scrivo quest’articolo, per ricordarci che non abbiamo niente in meno degli altri. Alcuni farmaci, come per esempio il Depakin (uno dei farmaci che utilizzo), rallentano la nostra capacità di attenzione e anche quella della memoria (durante il mio percorso universitario ho scaraventato vari libri di Diritto, Economia e altre materie in cui si devono memorizzare molti termini verso il muro perchè non ricordavo nulla delle tre pagine appena lette..) ma nessuno di questi ha come controindicazione “non realizzerai mai i tuoi sogni”, così come non ce l’ha l’epilessia. Credo che quest’ultima ci complichi già un po’ la vita..perché conferirle un potere che non ha? Qualcuno penserà forse..”parli così perchè hai un’epilessia generalizzata, non sei farmaco-resistente e riesci a tenere le crisi sotto controllo”, a questo qualcuno risponderei “che sono molto fortunata a non essere farmaco-resistente  ma che non sono arrivata dove sono da un giorno all’altro, e che per trovare una cura funzionante ho penato per diverso tempo, e che so bene cosa come ci si senta quando nulla funzioni ma che può farcela”. L’unica cosa che può bloccarci non è altro che la paura di  non riuscire, siamo noi stessi. Non vi citerò personaggi come Leonardo Da Vinci, Michelangelo, Giulio Cesare (eh si cari miei..l’epilessia è associata al diavolo ma anche al “genio”..solo che non si dice!) di cui sebbene ci siano varie prove non si può affermare con sicurezza che fossero epilettici ma vi voglio parlare di certezze. FLAUBERT, ALLAN POE, DESTOEVSKY, BURTON, LEWI’S SCARROL, ROOSVELT e molti altri.. Che ne dite?Posso chiamare quella cara persona che mi ha fatto piangere e mi ha definito e fatta sentire “diversa” per dirle che prima dire “se sapevo che fosse epilettica non so se le avrei affidato questo compito  e se l’avrei presa. ” dovrebbe informarsi sul fatto che, a volte, “diverso” vuol dire “eccezionale”? Non vi prometto che diventeremo tutti dei geni e che il nostro nome rimarrà per sempre nella storia ma che possiamo fare tutto, e che se abbiamo un’idea brillante, per realizzarla non bisogna far altro che togliere i freni creati da noi stessi.Questo sì, posso promettervelo. Da quando sono “epilettica” ho scoperto di aver sviluppato una capacità strana..ho difficoltà nel memorizzare termini ma sono capace di ricordare i dettagli di una conversazione o perfino il colore delle scarpe indossato da una persona settimane o anni prima..questo mi permette di  ritrovare oggetti persi o utilizzare parole dette a mio vantaggio!Ma questa è un’altra storia..

La scoperta dell’epilessia

Vorrei dedicare questo primo “articolo” a..genitori, fidanzate/i, fratelli, amici e a tutte le persone che si ritrovano catapultate indirettamente nel mondo dell’epilessia.  Quando ho scoperto di essere epilettica avevo 15 anni. I miei genitori non l’hanno presa molto bene. Ora, io capisco che non sia proprio una passeggiata ma vorrei che vi ricordaste che i più spaventati siamo noi! Appena ho sentito la parola “epilessia” l’unica cosa che mi è venuta in mente è stata un essere che si divincolava e sbavava come un indemoniato e ho provato un senso di  vergogna . Avere un po’ di tranquillità intorno è essenziale. Dunque, ecco qui qualche piccolo consiglio:

  1. NON PARLOTTATE ALLE NOSTRE SPALLE. Capisco che abbiate bisogno di parlarne ma mormorare con qualcun altro del “fatto” e smettere appena entriamo nella stanza in cui siete non fa altro che innervosirci ancora di più.
  2. NON DITE MAI A QUALCUNO CHE HA APPENA SCOPERTO DI ESSERE EPILETTICO “ORA NON C’è BISOGNO DI DIRLO A TUTTI “O PEGGIO “NON DIRLO A NESSUNO”. Abbiamo appena scoperto una cosa che ci spaventa e di cui sappiamo poco, l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è preoccuparci di non dirlo. Cosa che inoltre trovo sbagliatissima. Non abbiamo ucciso o derubato nessuno e non dobbiamo vergognarci di nulla.
  3. LEGGETE E INFORMATEVI ma non illudetevi o illudeteci cercando cure miracolose. L’epilessia può essere controllata e talvolta può perfino scomparire ma non pensate che tutto ciò avvenga ingoiando una magica pillola. Ci vuole pazienza e costanza.
  4. PER QUANTO POSSA ESSERE DIFFICILE, MOSTRATEVI FORTI, NON PIANGETE DAVANTI A NOI E NON CANTILENATECI QUANTO INGIUSTO SIA IL DESTINO. Ci stiamo già ponendo da soli la questione “Perché proprio io”.
  5. NON MENTITECI SU NULLA.  Anche se si tratta di un bambino, i genitori ecc.. devono trovare un modo per spiegare ciò che succede e non spaventarli. (Scriverò un articolo a questo proposito)

Vivere con l’epilessia

“Vivere con l’epilessia ” è un blog che ho deciso di creare per condividere la mia esperienza personale e le informazioni che possiedo con tutti coloro che, durante il cammino della vita, incontrano e si scontrano con il mondo sonosciuto dell’epilessia. Credo che parlarne e non sentirsi soli sia il primo passo verso il “benessere”.  Vorrei inoltre invitarvi a scrivermi per raccontarmi le vostre esperienze, passarmi informazioni, o tutto ciò che vi passa per la testa affinchè io possa, se lo desiderate, pubblicarvi oppure, semplicemente ascoltarvi. Buona lettura!